Annate da record: 2022 anno più secco, 2023 anno più caldo! Perché non investire nel recupero dell’acqua piovana per l’irrigazione? In questo articolo ho riassunto le principali informazioni su come raccogliere, conservare e utilizzare l’acqua piovana in modo efficiente.
Perché raccogliere l’acqua piovana?
Personalmente trovo che sia imperativo evitare di usare dell’acqua potabile per bagnare le piante! Abbiamo tante alternative all’acqua potabile e le dobbiamo esplorare tutte per preservare le risorse idriche.
Il WWF in una pubblicazione del 2019 afferma che in uno scenario mondiale caratterizzato dal surriscaldamento globale, è previsto un aumento delle carenze di acqua soprattutto nei paesi del Mediterraneo.
In Italia l’acqua molto spesso viene sprecata. Una parte dei consumi di acqua potabile è dovuta infatti a sprechi e cattive abitudini.
Non dimentichiamo anche le perdite lungo la rete di distribuzione: nel 2020 sono andati persi 41 metri cubi al giorno per chilometro di rete di distribuzione (dato ISTAT, link in fondo all’articolo).

In media, in Italia vengono consumati 220 litri al giorno per abitante, destinati all’utilizzo domestico. Anche se il costo al metro cubo dell’acqua potabile in Italia (da € 1,30 a più di € 3,00) ci può sembrare irrisorio, consideriamo che l’acqua richiede diversi passaggi per essere potabilizzata e distribuita ed ha un costo ambientale che ci impone di usarla in modo appropriato.
Il recupero di acqua piovana per irrigazione è una pratica efficace e accessibile. Le piogge del clima mediterraneo tradizionale sono concentrate nelle stagioni intermedie, ossia in primavera ed in autunno e, in parte, in inverno.
Il cambiamento climatico ci sta abituando a eventi atmosferici estremi, con precipitazioni sempre più concentrate, improvvise alluvioni lampo e lunghi periodi senza pioggia.
Avere a disposizione una cisterna per raccogliere la pioggia può limitare i danni delle periodiche emergenza siccità, che in piena estate costringono le amministrazioni comunali a vietare l’irrigazione dei giardini.
La tua scorta ti permetterà di aiutare le piante nei momenti più critici, senza sprecare acqua potabile, come ci chiede la nostra consapevolezza ambientale.
Dal punto di vista delle piante poi, l’acqua di pioggia ha le caratteristiche qualitative ideali: non contiene cloro né calcare né altri minerali.
Se il volume lo consente, potrai utilizzare la tua scorta idrica anche per altri usi, non solo per le piante: il lavaggio del cortile e del suo arredo, il riempimento di piccole piscine, la doccia esterna, fino all’integrazione nell’impianto domestico per gli scarichi dei bagni o per l’alimentazione della lavatrice.
Raccolta di acqua piovana: come funziona

Raccogliere la pioggia è più semplice di quanto si possa immaginare.
È sempre stato fatto, in tutte le epoche e a tutte le latitudini, dobbiamo solo riprendere l’abitudine a farlo. I miei nonni per coltivare il piccolo orto in campagna, usavano un pozzo che raccoglieva l’acqua di pioggia dal cortile e dal tetto della casa.
Pensa a quanta superficie di tetto hai a disposizione per recuperare acqua pulita e gratis!
Oltre al tetto della casa, ci possono essere: la tettoia del garage, il capanno degli attrezzi, il tetto del portico… che, a seconda dei casi, ci possono dare metri cubi di acqua. Vediamo come fare a costruire la tua scorta di acqua per innaffiare le piante.
Come scegliere il contenitore ideale
Sono davvero numerose le proposte per le cisterne di raccolta, prova a curiosare nel web! Si passa dalle più piccole, di poche centinaia di litri, a quelle interrate, che possono contenere anche 10 metri cubi d’acqua. In ultimo, si possono costruire delle cisterne-pozzo in muratura.

I serbatoi possono essere di materiali vari, l’importante è che siano impermeabili. La plastica in questo caso è il materiale più indicato, per la durata nel tempo e per la resa estetica, con finiture, colore e design differenti.
Le cisterne che possiamo sistemare a vista, in giardino, sono però di dimensioni contenute e ci possono dare l’acqua per le piante in vaso o comunque vicine alla casa.
Per raccogliere più acqua si usano i sistemi interrati come le grandi cisterne in plastica da interro. Dalle piccole cisterne fuori terra l’acqua si preleva semplicemente per caduta, attraverso un rubinetto.
Quelle sotto il livello del terreno devono prevedere una pompa con autoclave. La posa delle tubazioni per canalizzare l’acqua, i filtri, lo scarico del troppo pieno e il montaggio della pompa sono lavori che deve fare un idraulico.


Quanto grande deve essere la mia cisterna?
Per dimensionare correttamente il recupero di acqua piovana per irrigazione è necessario raccogliere alcuni dati e fare dei calcoli. Puoi provare a farli da te o affidarti ad un tecnico. L’importante è che siano fatti nel modo giusto.
Si deve calcolare quanti metri quadri abbiamo per la raccolta e moltiplicare per i millimetri di pioggia che cadono in un anno in quella zona. Ad esempio nella stazione meteorologica di Bari Palese i dati storici del trentennio 1970- 2000 indicano precipitazioni annue di poco meno di 600 mm/anno.
Se prendiamo per comodità di calcolo il dato di 600 mm/annui di pioggia, questo ci dice che in un metro quadro di superficie a nostra disposizione raccoglieremo al massimo 600 litri di acqua in un anno. Se disponiamo di un tetto di 70 m quadrati, in un anno raccoglieremo circa 42000 litri, cioè 42 m3!!!
Quando sappiamo il numero massimo di metri cubi di acqua che riusciamo a raccogliere in un anno, possiamo pensare alla dimensione della cisterna.
Adesso passiamo a calcolare quanta acqua può servire per irrigare il giardino. Consideriamo di avere un giardino di 100 m2 con impianto a goccia per la siepe e le aiuole.
Se la vegetazione copre circa il 50% della superficie, e si posa un tubo gocciolante, con un gocciolatore da 2 l/h ogni 30 cm, in file distanti circa 30 cm, la quantità di acqua necessaria a coprire un turno di 15 minuti sarà in media di 250 – 300 litri.
Un volume di 5-6 m3, in questo caso, ci permetterà di essere autosufficienti per un mese, a seconda della frequenza con cui dobbiamo irrigare.
Immagina il periodo tra luglio e agosto, quando la temperatura di giorno è spesso oltre 30°C e le piante sono tristi e spente, un’irrigazione in più farà la differenza, anche nel giardino a basso consumo di acqua.
A questo punto potrai dire di aver costruito un giardino ecosostenibile!
Come implementare una riserva d’acqua nel giardino
Scegli il posto giusto per posizionare la cisterna sotterranea, chiedendo consiglio al tecnico di fiducia. E’ meglio che sia vicina ai punti principali di raccolta e al punto di scarico se troppo pieno.
Poi è utile avere una fontanella dedicata all’acqua piovana, così avremo sempre disponibile dell’acqua per le pulizie del giardino.

Manutenzione
La manutenzione più importante riguarda la pulizia del filtro, che con le forti piogge raccoglierà tanto materiale: foglie, rametti, polvere. Nelle zone soggette a gelate bisogna stare attenti a non lasciare i tubi esposti pieni di acqua.
Ecco dunque i vantaggi del recupero di acqua piovana per l’irrigazione:
- Sostenibilità ambientale: come il recupero delle acque piovane può contribuire a preservare le risorse idriche e ridurre l’impatto ambientale
- Riduzione del consumo idrico
- Risparmio economico: risparmio a lungo termine sulle bollette dell’acqua grazie al ricorso alle acque piovane
- Piante più rigogliose
- Possibilità di irrigare nei periodi di forte siccità
Con una corretta progettazione e manutenzione, ogni individuo può fare la propria parte per preservare l’ambiente e creare un giardino rigoglioso senza eccessivo dispendio idrico.
Leggi il Report Acqua 2022 qui: https://www.istat.it/it/files/2022/03/REPORTACQUA2022.pdf

